Visualizzazione post con etichetta persone libro. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta persone libro. Mostra tutti i post
sabato 12 marzo 2011
Un altro 8 Marzo: Non sarà possibile libertà senza uguaglianza!
00:21 | Pubblicato da
Lucia |
Modifica post
Un altro 8 Marzo
L'8 Marzo quest'anno è stato tante voci, tanti luoghi e un numero indefinito di modi con cui le donne hanno deciso di esserci non solo per le altre donne, ma per un'altra idea di società.
I vari movimenti hanno portato non solo nelle piazze, ma ciascuno negli spazi che riteneva gli fossero più idonei, la sua diversità e pensiero.
Questa molteplicità di espressioni, linguaggi e storia pregressa, non l'ho vista come una divisione, ma al contrario come una ricchezza e possibilità di confronto su molteplici livelli e tematiche, tutte comunque bisognose di essere affrontate.
Voglio soffermarmi su un particolare messaggio di libertà che ho visto dispiegarsi proprio sotto i miei occhi l'8 Marzo a Roma: prima in metro (in concomitanza con i momenti delle Persone-libro di Donne di Carta), poi nella piazza di Se non ora quando ed infine davanti all'ambasciata iraniana dove però non sono potuta andare.
Nella mia Giornata internazionale della donna le parole delle donne iraniane che chiedono libertà, hanno lasciato un ricordo che sovrasta in qualche modo le altre voci.
Sono scesa in piazza per l'Italia, per il suo riscatto e per la situazione delle donne nel nostro paese, ma se non mi fosse capitato fra le mani il volantino che ora vi riproporrò o non avessi visto il cartello con le richieste basilari di queste donne, probabilmente ai significati e alla ricchezza di questo 8 Marzo sarebbe mancato molto.
Appello delle attiviste del movimento delle donne iraniane in occasione dell’8 marzo:
L'8 marzo è la giornata mondiale delle donne. Una giornata dedicata a noi. Una giornata, in nome della libertà e dell'uguaglianza, che corrisponde al 17/12/1389 (data del calendario iraniano), un martedì di protesta.
Un altro 8 marzo per noi donne iraniane che, ogni anno, per parlare dei nostri diritti andiamo incontro ad una violenta e ingiusta repressione da parte delle forze dell'ordine governative.
Per le donne iraniane, a differenza delle donne di molti paesi, l'8 marzo non è un giorno di festa in cui ci si scambiano fiori. È la giornata della minaccia e dell'incertezza. È la giornata della protesta!
Da anni, in questa data, nelle nostre case, nei parchi, nelle sale chiuse e per le strade sussurriamo e a volte urliamo “no alla discriminazione!”, pagando un prezzo alto.
Di tutto ciò non sono rimasti solo ricordi e leggi non modificate. Abbiamo scritto una pagina di storia nella quale silenzio e sottomissione non vengono considerati valore. Una storia che ha insegnato alle giovani generazioni a resistere di fronte alla violenza. Una storia che ha insegnato a donne e uomini a dire “no all'imposizione!”. Una storia di cui ciascuna pagina rappresenta il tenace impegno per una vita migliore.
Noi, un gruppo di attiviste del movimento delle donne iraniane, manifestiamo la nostra solidarietà con donne e uomini che gridano in nome della libertà e della democrazia per le strade delle città iraniane, e a conferma dell'appello di Shirin Ebadi ribadiamo che: “negli avvenimenti politici, non dimentichiamo le nostre richieste fondate sull'uguaglianza giuridica; in questo giorno, insieme ai nostri fratelli, scendiamo per le strade e appoggiamo le richieste di tutti, perché raggiungere l'uguaglianza dei diritti è possibile solo in uno stato democratico”.
Noi, scendiamo per le strade insieme alle nostre sorelle la cui voce di protesta, in Iran, anche nella giornata mondiale delle donne, viene repressa; lo facciamo per le donne che nelle prigioni pagano il caro prezzo della libertà; per le madri che hanno perso i figli a seguito delle esecuzioni del governo iraniano; per le ragazze e le madri che hanno perso la vita per aver detto “non alla sottomissione”; per le ragazze che nessuna legge protegge di fronte al fanatismo maschile e ai crimini d'onore.
Noi scendiamo per le strade per essere la voce soffocata delle donne vittime della violenza, e insieme alle nostre sorelle in Tunisia, Egitto, Libano, Bahrein, Yemen, Libia, ecc, chiediamo uguaglianza di genere, libertà, e l'eliminazione di ogni forma di discriminazione legale e culturale.
In questo momento molti nostri fratelli e sorelle sono in carcere, perciò chiediamo anche la liberazione dei prigionieri di opinione.
Nessun sistema legale assicura giustizia e democrazia se all'interno delle singole leggi non c'è uguaglianza dei diritti tra uomo e donna. Perciò, cambiare le leggi significa iniziare il percorso verso la democrazia e l'uguaglianza di genere e garantire, nel nostro paese, uguali diritti per tutti. Senza dubbio, fino a quel giorno, ogni 8 marzo, per noi, sarà una giornata di protesta.
Grazie a Parisa e Zara per i documenti, le parole e la presenza nonostante i tempi strettissimi fra le tre manifestazioni, c'erano e non solo per le donne iraniane, ma per tutte e tutti.
Questa molteplicità di espressioni, linguaggi e storia pregressa, non l'ho vista come una divisione, ma al contrario come una ricchezza e possibilità di confronto su molteplici livelli e tematiche, tutte comunque bisognose di essere affrontate.
Voglio soffermarmi su un particolare messaggio di libertà che ho visto dispiegarsi proprio sotto i miei occhi l'8 Marzo a Roma: prima in metro (in concomitanza con i momenti delle Persone-libro di Donne di Carta), poi nella piazza di Se non ora quando ed infine davanti all'ambasciata iraniana dove però non sono potuta andare.
Nella mia Giornata internazionale della donna le parole delle donne iraniane che chiedono libertà, hanno lasciato un ricordo che sovrasta in qualche modo le altre voci.
Sono scesa in piazza per l'Italia, per il suo riscatto e per la situazione delle donne nel nostro paese, ma se non mi fosse capitato fra le mani il volantino che ora vi riproporrò o non avessi visto il cartello con le richieste basilari di queste donne, probabilmente ai significati e alla ricchezza di questo 8 Marzo sarebbe mancato molto.
---------------------
L’8 marzo, giornata mondiale della donna, in concomitanza con la relazione periodica sulle violazioni dei diritti umani in Iran che Ban Ki-Moon, Segretario Generale delle Nazioni Unite, rivolge al “Consiglio dei Diritti dell’Uomo”, a Roma, un gruppo di attivisti per la difesa dei diritti umani e per l’uguaglianza di genere ha indetto un sit-in di protesta, contro la violazione dei diritti delle donne e la repressione dei movimenti di liberazione del popolo iraniano, davanti all’Ambasciata della Republica Islamica dell’Iran, dalle ore 17.00 alle ore 19.00. Invitiamo le donne e gli uomini che lottano per l’uguaglianza e la libertà a partecipare a questa iniziativa.
با فرارسیدن 8 مارس ,روز زن و همزمانی آن با ارائه گزارش مقطعی بان کی مون در باره موارد نقض حقوق بشر در ایران در شورای حقوق بشر سازمان ملل و دومین سه شنبه از سه شنبه های اعتراضی در ایران که به مناسبت این روز پیش بینی شده,گروهی از فعالین حقوق بشر و حقوق زنان در رم گردهمائی اعتراضی نسبت به نقض حقوق زنان و سرکوب جنبش آزادی خواهی ملت ایران در مقابل سفارت جمهوری اسلامی ایران در رم از ساعت 17:00 الی 19:00 تدارک دیده اندلذا از کلیه زنان و مردان بابری طلب و آزادیخواه جهت شرکت در این گردهمائی دعوت بعمل میآید
Appello delle attiviste del movimento delle donne iraniane in occasione dell’8 marzo:
Non sarà possibile libertà senza uguaglianza!
L'8 marzo è la giornata mondiale delle donne. Una giornata dedicata a noi. Una giornata, in nome della libertà e dell'uguaglianza, che corrisponde al 17/12/1389 (data del calendario iraniano), un martedì di protesta.
Un altro 8 marzo per noi donne iraniane che, ogni anno, per parlare dei nostri diritti andiamo incontro ad una violenta e ingiusta repressione da parte delle forze dell'ordine governative.
Per le donne iraniane, a differenza delle donne di molti paesi, l'8 marzo non è un giorno di festa in cui ci si scambiano fiori. È la giornata della minaccia e dell'incertezza. È la giornata della protesta!
Da anni, in questa data, nelle nostre case, nei parchi, nelle sale chiuse e per le strade sussurriamo e a volte urliamo “no alla discriminazione!”, pagando un prezzo alto.
Di tutto ciò non sono rimasti solo ricordi e leggi non modificate. Abbiamo scritto una pagina di storia nella quale silenzio e sottomissione non vengono considerati valore. Una storia che ha insegnato alle giovani generazioni a resistere di fronte alla violenza. Una storia che ha insegnato a donne e uomini a dire “no all'imposizione!”. Una storia di cui ciascuna pagina rappresenta il tenace impegno per una vita migliore.
Noi, un gruppo di attiviste del movimento delle donne iraniane, manifestiamo la nostra solidarietà con donne e uomini che gridano in nome della libertà e della democrazia per le strade delle città iraniane, e a conferma dell'appello di Shirin Ebadi ribadiamo che: “negli avvenimenti politici, non dimentichiamo le nostre richieste fondate sull'uguaglianza giuridica; in questo giorno, insieme ai nostri fratelli, scendiamo per le strade e appoggiamo le richieste di tutti, perché raggiungere l'uguaglianza dei diritti è possibile solo in uno stato democratico”.
Noi, scendiamo per le strade insieme alle nostre sorelle la cui voce di protesta, in Iran, anche nella giornata mondiale delle donne, viene repressa; lo facciamo per le donne che nelle prigioni pagano il caro prezzo della libertà; per le madri che hanno perso i figli a seguito delle esecuzioni del governo iraniano; per le ragazze e le madri che hanno perso la vita per aver detto “non alla sottomissione”; per le ragazze che nessuna legge protegge di fronte al fanatismo maschile e ai crimini d'onore.
Noi scendiamo per le strade per essere la voce soffocata delle donne vittime della violenza, e insieme alle nostre sorelle in Tunisia, Egitto, Libano, Bahrein, Yemen, Libia, ecc, chiediamo uguaglianza di genere, libertà, e l'eliminazione di ogni forma di discriminazione legale e culturale.
In questo momento molti nostri fratelli e sorelle sono in carcere, perciò chiediamo anche la liberazione dei prigionieri di opinione.
Nessun sistema legale assicura giustizia e democrazia se all'interno delle singole leggi non c'è uguaglianza dei diritti tra uomo e donna. Perciò, cambiare le leggi significa iniziare il percorso verso la democrazia e l'uguaglianza di genere e garantire, nel nostro paese, uguali diritti per tutti. Senza dubbio, fino a quel giorno, ogni 8 marzo, per noi, sarà una giornata di protesta.
Grazie a Parisa e Zara per i documenti, le parole e la presenza nonostante i tempi strettissimi fra le tre manifestazioni, c'erano e non solo per le donne iraniane, ma per tutte e tutti.
Un ulteriore ringraziamento a Stefania Molajoni che ha scattato le foto di quella giornata speciale.
L.C.
domenica 6 febbraio 2011
L'eco del silenzio su Radio Libriamoci Web: la Carta dei diritti della Lettura e il "Basta!" delle donne
20:58 | Pubblicato da
Lucia |
Modifica post
L'eco del silenzio
su Radio Libriamoci Web
trasmissione del 7 febbraio 2011
dal lunedì tutti i giorni alle:
10,30 - 17,30 - 23,00
Donne di Carta
Finalmente ho un bel progetto di cui parlarvi e assolutamente in linea con le frenetiche letture che sono solita augurarvi.
Per prima cosa ve ne presento l'ideatore, cioè l'associazione Donne di carta e lo faccio tramite la descrizione che trovate nel loro sito www.donnedicarta.org.
“Correva l'anno 2008, un giorno di ottobre (il mese in cui lungo il Tevere i platani sono d'oro)...
Quattro donne, addette al lavoro editoriale, fondarono l'Associazione Donne di carta: un modello di cooperazione tra editori, librai, autori e lettori.
Una catena di solidarietà per un obiettivo comune: la lettura.
Risposero subito editori indipendenti da diverse regioni. E tanti lettori.
Correva l'anno 2009 del mese di maggio...
Quelle quattro donne conobbero Antonio Rodriguez Menendez che a Madrid aveva inventato il “Proyecto Fahrenheit 451 – las personas libro”.
Antonio andava in giro invitando la gente a rendere vera l'utopia di Bradbury: imparare a memoria i libri e andare in giro a dirli, a voce alta. Noi ci credemmo. Qualcosa di rivoluzionario nella sua semplicità: i libri appartengono ai lettori che li amano. Hanno la loro voce.
Il passo successivo, nel 2010, è stato coniugare il mondo editoriale con quello del volontariato sociale e culturale, perché “la differenza è una rete di solidarietà” e la Cultura vive nel fare delle persone. Il territorio, la città in cui si vive, gli spazi antropologici e la dinamica delle relazioni: cose tutte da leggere. Il mondo.
Così è nato un Giornale partecipativo “IO e...” per raccontare queste esperienze.
Oggi siamo anche un' “Accademia della lettura”: un centro che aggrega e un sistema di assistenza e di promozione itinerante volta a costruire consapevolezza della lettura nelle nostre vite.
Stiamo promuovendo LA CARTA DEI DIRITTI DELLA LETTURA che proporremo alla Comunità europea.”
----------------------
Da www.firmiamo.it
La Carta dei diritti della Lettura
Promossa da Sandra Giuliani
Il 3 gennaio 2011
Statuto della petizione
Definizioni della lettura, Diritti della persona che legge e Doveri sociali
Art.1
«Leggere è un Diritto della persona senza distinzione di condizioni sociali, di età, di lingua,
di opinioni politiche, di razza, di religione, di salute e di sesso»
di opinioni politiche, di razza, di religione, di salute e di sesso»
Gli otto articoli sono tutti leggibili alla voce ° petizione della seguente pagina:
La Carta verrà tradotta in inglese, francese, tedesco, spagnolo; inaugurata oralmente in più lingue e dialetti delle comunità internazionali (Bastia Umbra 5-6 febbraio 2011), inoltrata al Presidente della Repubblica per ottenere l'Alto Patronato e quindi inviata all'attenzione della Comunità europea.
(Accademia della Lettura dell'Associazione Donne di carta)
----------------------
La petizione online con i suoi 8 articoli, su firmiamo.it ha raggiunto e superato le mille firme in meno di un mese e le 3000 adesioni su Facebook. Ma non è ancora nulla, dato che, dopo la presentazione del 5-6 febbraio a Bastia Umbra, ben presto inizierà la raccolta delle firme cartacee. Proprio per l’evento a Bastia in data 4 febbraio 2011 il Presidente della Repubblica ha destinato una medaglia, quale suo premio di rappresentanza, alla presentazione della "Carta dei Diritti della Lettura".
Per quanti si stessero ancora chiedendo "Che bisogno c’è di una Carta dei Diritti della Lettura e che bisogno c’è di “case della lettura” pubbliche e gratuite se già esistono le biblioteche?" Vi informo che la carta è già diventata un instant-book edito dalla casa editrice Il Caso e il Vento con prefazioni di Michela Murgia e Lidia Castellani nonché postfazione di Massimo Squillacciotti e che in questo testo troverete tutti i chiarimenti. (qui)
Il mio invito è quindi quello di informarvi sulla carta e nel caso in cui ne doveste condividere articoli e principi, di apporre anche la vostra firma. Nel blog de l'eco del silenzio troverete comunque tutti i riferimenti e i rimandi.
Contro il #rogodilibri:Marcia in Veneto delle persone libro
"messe al bando"
"messe al bando"
Prima di passare all’ultima notizia vi segnalo un'altra iniziativa anch'essa molto importante e soprattutto concreta.
Sempre le Donne di Carta organizzano per questo sabato 12 febbraio 2011 una Marcia in Veneto contro il #rogodilibri di cui vi ho parlato in queste settimane.
Qui i fatti in estrema sintesi
Qui la proposta
Il 12 febbraio saranno a Mestre alla Libreria La Feltrinelli e alla Biblioteca civica, a Venezia alla biblioteca Querini Stampalia (Sestiere Castello) e alla Biblioteca universitaria di Ca’ Foscari,
e il 13 mattina a Portogruaro alla Villa Comunale (Sala del caminetto); in questi luoghi diranno a voce alta le pagine messe al rogo e gli Articoli della Carta dei Diritti della Lettura perché nessuno deve permettersi di scegliere cosa vogliamo leggere.
Mai come oggi essere una "persona libro" acquista il senso profondo di una dimostrazione di libertà.
Possono eliminare i libri, ma non la memoria e le voci delle persone.
Per quanti desiderassero aderire alla marcia o semplicemente avere informazioni l'indirizzo a cui scrivere è: segreteria@donnedicarta.org
----------------------
Ciò premesso vi do lettura del testo che invita alla mobilitazione nazionale delle donne.
da dinuovodinuovo.blogspot.com (qui)
Mobilitazione nazionale! Se non ora, quando?
27 gennaio 2011
INVITO ALLE DONNE ITALIANE A PARTECIPARE AD UNA GIORNATA NAZIONALE DI MOBILITAZIONE DOMENICA 13 FEBBRAIO 2011
Se non ora, quando?In Italia la maggioranza delle donne lavora fuori o dentro casa, crea ricchezza, cerca un lavoro (e una su due non ci riesce), studia, si sacrifica per affermarsi nella professione che si è scelta, si prende cura delle relazioni affettive e familiari, occupandosi di figli, mariti, genitori anziani.
Tante sono impegnate nella vita pubblica, in tutti i partiti, nei sindacati, nelle imprese, nelle associazioni e nel volontariato allo scopo di rendere più civile, più ricca e accogliente la società in cui vivono. Hanno considerazione e rispetto di sé, della libertà e della dignità femminile ottenute con il contributo di tante generazioni di donne che - va ricordato nel 150esimo dell’unità d’Italia - hanno costruito la nazione democratica.
Questa ricca e varia esperienza di vita è cancellata dalla ripetuta, indecente, ostentata rappresentazione delle donne come nudo oggetto di scambio sessuale, offerta da giornali, televisioni, pubblicità. E ciò non è più tollerabile.
Una cultura diffusa propone alle giovani generazioni di raggiungere mete scintillanti e facili guadagni offrendo bellezza e intelligenza al potente di turno, disposto a sua volta a scambiarle con risorse e ruoli pubblici.
Questa mentalità e i comportamenti che ne derivano stanno inquinando la convivenza sociale e l’immagine in cui dovrebbe rispecchiarsi la coscienza civile, etica e religiosa della nazione.
Così, senza quasi rendercene conto, abbiamo superato la soglia della decenza.
Il modello di relazione tra donne e uomini, ostentato da una delle massime cariche dello Stato, incide profondamente negli stili di vita e nella cultura nazionale, legittimando comportamenti lesivi della dignità delle donne e delle istituzioni.
Chi vuole continuare a tacere, sostenere, giustificare, ridurre a vicende private il presente stato di cose, lo faccia assumendosene la pesante responsabilità, anche di fronte alla comunità internazionale.
Noi chiediamo a tutte le donne, senza alcuna distinzione, di difendere il valore della loro, della nostra dignità e diciamo agli uomini: se non ora, quando? è il tempo di dimostrare amicizia verso le donne.
L’APPUNTAMENTO E’ PER IL 13 FEBBRAIO IN OGNI GRANDE CITTA’ ITALIANAQui la petizione.
----------------------
Concludo con un articolo di Michela Murgia per La Repubblica
da www.michelamurgia.com (qui)
Noi siamo un'altra storia
Elaborazione grafica di Federica Martellini ©,
da: http://host.uniroma3.it/riviste/romatrenews/
In questi giorni oltre centocinquantamila donne hanno accettato l’invito a sostituire l’avatar personale di facebook con il volto e la storia di una donna da cui si sentivano rappresentate. Sugli schermi di tutti sono apparsi nel giro di pochi giorni migliaia di volti e di storie di donne che la maggior parte degli utenti non aveva probabilmente mai sentito nominare. Da Eleonora d’Arborea, la legislatrice sarda che nel 1300 aveva già creato leggi che punivano lo stupro e vietavano il matrimonio riparatore senza il consenso della donna, a Laura Bassi Verani, che nel 1732 divenne la prima ad avere una cattedra universitaria in Europa, fino a Alison Lapper, artista focomelica che a metà del secolo scorso rifiutò le protesi che dovevano renderla più accettabile agli altri, arrivando fino a usare sé stessa come modella per combattere contro l’imposizione di un unico canone di bellezza femminile. Sono centinaia i volti di scrittrici e poetesse, scienziate e guerriere, artiste e matematiche; ma in mezzo a queste donne straordinarie ci sono anche nomi comuni di nonne, madri e amiche delle donne che stanno partecipando, nessuna famosa ma tutte importantissime voci di questo gigantesco controcanto corale. I soliti snob avranno detto che è la democrazia del click, che non cambia di una virgola le storture del mondo in cui viviamo, ma io non sono d’accordo. Preferisco riconoscerci la creatività delle donne messa all’opera in un colossale esercizio di contronarrazione collettiva, con un contagio virale e vicendevole fatto di storie che la tv non racconta, a cui i giornali non danno mai spazio, che non entrano nei dibattiti dei talk show e che anche sulla rete bisogna andare a cercarsi. Le donne raccontano sé stesse nella vita e su internet, l’unico medium dove ancora sia possibile farlo senza che una telecamera ti inquadri una parte del corpo mentre stai dicendo quello che pensi.
Queste donne sono tutt’uno con quelle che scenderanno in piazza il prossimo 13 di febbraio. La loro narrazione è la medesima e ribadisce con chiarezza un concetto che vorrei vedere riflesso su tutti gli striscioni, sui cartelli e sui volti di quanti, uomini e donne, a quella manifestazione parteciperanno convinti: “Noi siamo un’altra storia”.
Per questo, a chi dice che quello che si vede sui giornali da settimane a questa parte offende le donne, vorrei dire di no, che si sbaglia, che non è vero. Nessuna donna normale si riconosce nel grottesco fondale di cartapesta contro il quale si muove il caravanserraglio di veline che circonda Silvio Berlusconi. E’ vero invece che quello che si è visto - cioè l’immagine di un preciso tipo di donna, avvenente secondo i canoni televisivi, venduta, offerta, comprata, mantenuta e zittita a suon di milioni - è prima di tutto una grottesca proiezione dell’uomo che la sogna. Vi si intravede un maschio che abita un universo femminile deforme, fatto di seni e labbra ipertrofiche e di travestimenti da gag in un immaginario colonizzato da You Porn. Se è vero che il signore di Arcore è metafora dell’Italia che ha governato per quasi vent’anni, allora quella che stiamo vedendo è la parabola a precipizio di un paese invecchiato male, senza più fantasia e ansioso di rassicurazione. Un paese che si specchia in un uomo che ha bisogno di vedere gli altri ridere per credere di essere divertente, e che sa che la sola lealtà che può aspettarsi sta dentro la misura di un bonifico.
Uno così non può offendere le donne che siamo e che vogliamo essere.
Al massimo può volgere al femminile la triste caricatura di sé stesso.
.
martedì 25 gennaio 2011
Le persone libro di Donne di carta a Venezia contro il #rogodilibri
12:05 | Pubblicato da
Lucia |
Modifica post
.
Notizia degna di nota, quindi vi pregherei di prestarle attenzione:
Il 12 febbraio le persone libro* di Donne di carta saranno a Venezia e nel Veneto orientale per dire a voce alta e a memoria pagine dei libri che la stupidità ha tolto o vorrebbe togliere dagli scaffali delle biblioteche.
Una protesta in nome di chi legge per ribadire che i libri appartengono ai lettori e che come recita la nostra Carta dei Diritti della Lettura**: leggere è un diritto della Persona senza alcuna discriminazione.
Sarà una trasferta faticosa, chiunque possa sostenere l'Associazione, magari tesserandosi, lo faccia: è un gesto concreto di partecipazione.
Il 12 questa Carta sarà un libro, con Prefazione di Michela Murgia e Postfazione di Loredana Lipperini, due splendide scrittrici, che diffonderemo proprio a partire dal Veneto.
Grazie a tutti.
http://www.donnedicarta.org/index.php?option=com_content&view=article&id=14:noi-siamo-solidali&catid=2:notizie
--------------------
*Persone libro: L'Associazione è portavoce in Italia del Proyecto Fahrenheit 451 (las personas-libro) di Madrid, fondato da Antonio Rodriguez Menendez, attraverso la cellula italiana delle "persone-libro".
Un modo semplice di dare voce ai libri, la nostra voce di lettori e di lettrici comuni, che imparano a memoria brani, capitoli, frasi per portarli in giro, per dirli a voce alta.
Un viaggio iniziato il 14 giugno 2009 che prosegue... Secondo la filosofia, semplice, del dono. E che ci porta ovunque: nelle piazze, nelle pizzerie, nelle sartorie, nelle biblioteche, ma anche... nelle case in cambio di un bicchiere di vino. GALLERIA
**Petizione: Carta dei diritti della Lettura: Fossi in voi investirei qualche minuto per leggerla e firmarla.
Ora qualche informazione pratica per chi vorrà esserci in prima persona, sempre dal sito di Donne di Carta.
Vergogna a chi al riparo delle ISTITUZIONI dice che "sconsigliare i libri è una bella cosa" e mette all'Indice i libri di Saviano, di Pennac, di Lipperini, di Carlotto, di Grimaldi, di Scarpa e di tanti altri Autori, "rei" di essere stati nel 2004 "pro-Battisti".
La Regione Veneto, nel silenzio generale, sta togliendo questi libri dagli scaffali delle Biblioteche e delle scuole.
Le persone libro di Donne di carta dicono NO
Partiamo da Arezzo, Bari, Roma, Firenze e Pisa per andare il 12 febbraio in Veneto a dire a voce alta le pagine messe al rogo e gli Articoli della Carta dei Diritti della Lettura perché nessuno deve scegliere cosa vogliamo leggere.
Mai come oggi essere una "persona libro" acquista il senso profondo di una dimostrazione di libertà. Possono eliminare i libri ma non la memoria e le voci delle persone. Venite con noi.
Chi in Veneto costruisce il disaccordo, ci accolga: biblioteche, scuole, piazze. Andremo ovunque. E' tempo di tesserarsi a Donne di carta per aiutarci a sostenere quest'impresa. Un modo concreto di partecipare. Grazie.
scrivere a: segreteria@donnedicarta.org
.
Notizia degna di nota, quindi vi pregherei di prestarle attenzione:
Il 12 febbraio le persone libro* di Donne di carta saranno a Venezia e nel Veneto orientale per dire a voce alta e a memoria pagine dei libri che la stupidità ha tolto o vorrebbe togliere dagli scaffali delle biblioteche.
Una protesta in nome di chi legge per ribadire che i libri appartengono ai lettori e che come recita la nostra Carta dei Diritti della Lettura**: leggere è un diritto della Persona senza alcuna discriminazione.
Sarà una trasferta faticosa, chiunque possa sostenere l'Associazione, magari tesserandosi, lo faccia: è un gesto concreto di partecipazione.
E se non avete firmato la Petizione sul web fatelo!
Il 12 questa Carta sarà un libro, con Prefazione di Michela Murgia e Postfazione di Loredana Lipperini, due splendide scrittrici, che diffonderemo proprio a partire dal Veneto.
Grazie a tutti.
http://www.donnedicarta.org/index.php?option=com_content&view=article&id=14:noi-siamo-solidali&catid=2:notizie
--------------------
*Persone libro: L'Associazione è portavoce in Italia del Proyecto Fahrenheit 451 (las personas-libro) di Madrid, fondato da Antonio Rodriguez Menendez, attraverso la cellula italiana delle "persone-libro".
Un modo semplice di dare voce ai libri, la nostra voce di lettori e di lettrici comuni, che imparano a memoria brani, capitoli, frasi per portarli in giro, per dirli a voce alta.
Un viaggio iniziato il 14 giugno 2009 che prosegue... Secondo la filosofia, semplice, del dono. E che ci porta ovunque: nelle piazze, nelle pizzerie, nelle sartorie, nelle biblioteche, ma anche... nelle case in cambio di un bicchiere di vino. GALLERIA
**Petizione: Carta dei diritti della Lettura: Fossi in voi investirei qualche minuto per leggerla e firmarla.
_____________________________________________________
Vergogna a chi al riparo delle ISTITUZIONI dice che "sconsigliare i libri è una bella cosa" e mette all'Indice i libri di Saviano, di Pennac, di Lipperini, di Carlotto, di Grimaldi, di Scarpa e di tanti altri Autori, "rei" di essere stati nel 2004 "pro-Battisti".
La Regione Veneto, nel silenzio generale, sta togliendo questi libri dagli scaffali delle Biblioteche e delle scuole.
Le persone libro di Donne di carta dicono NO
Partiamo da Arezzo, Bari, Roma, Firenze e Pisa per andare il 12 febbraio in Veneto a dire a voce alta le pagine messe al rogo e gli Articoli della Carta dei Diritti della Lettura perché nessuno deve scegliere cosa vogliamo leggere.
Mai come oggi essere una "persona libro" acquista il senso profondo di una dimostrazione di libertà. Possono eliminare i libri ma non la memoria e le voci delle persone. Venite con noi.
Chi in Veneto costruisce il disaccordo, ci accolga: biblioteche, scuole, piazze. Andremo ovunque. E' tempo di tesserarsi a Donne di carta per aiutarci a sostenere quest'impresa. Un modo concreto di partecipare. Grazie.
scrivere a: segreteria@donnedicarta.org
.
Iscriviti a:
Post (Atom)
About Me
- Lucia
- L'eco del silenzio è un luogo che nasce con l'intento di offrire, nel suo piccolo, maggiore visibilità a quelle notizie che incontro e reputo tanto interessanti quanto silenziose.
Etichette
#rogodilibri
(8)
28 Febbraio
(1)
8 Marzo
(2)
Adelaide Spallino
(1)
Afghanistan
(2)
AIDS
(2)
AIVITER
(1)
Alessandra Bocchetti
(1)
Amazzonia
(1)
Amnesty International
(4)
Anita-nonewsgoodnews
(1)
ANSA
(1)
antifascismo
(1)
Antonio Rodriguez Menendez
(3)
Audre Lorde
(1)
avvelenamento
(1)
Ayat al-Ghermezi
(1)
Bahrain
(1)
Ballard
(1)
Bartleby
(1)
Battisti
(1)
biblioteche veneziane
(6)
blog
(22)
blogger
(2)
Bomprezzi
(2)
Book bloc
(1)
Boscimani
(1)
Botswana
(1)
Calabria
(1)
Carlotto
(1)
Carmelo Pace
(1)
Carmilla
(1)
carmillaonline
(2)
Carta dei diritti della Lettura
(6)
CasaPound
(1)
Censura mediatica
(3)
citizen journalism
(1)
Ciudad Juarez
(2)
Coisp
(1)
Congo
(2)
contrassegno per portatori di handicap
(1)
Corriere della Sera
(1)
Costituzione
(2)
CREPE
(1)
crisidimenticate.it
(2)
Cure palliative
(2)
diamanti
(1)
dignità
(6)
Diritti dei morenti
(2)
Diritti umani
(16)
diritto all'acqua
(1)
disabilità
(4)
Donazzan
(6)
donne
(10)
donne che dicono Basta
(2)
Donne di carta
(6)
dossier
(1)
ecomafia
(1)
elezioni
(1)
Emergency
(26)
energia
(1)
Fahrenheit
(1)
Farc
(1)
Femminicidio
(4)
Fondazione Floriani
(2)
Gaetano Badalamenti
(3)
Ginsborg
(1)
Giorgia Vezzoli
(1)
Giornalettismo.com
(2)
Giornata della memoria per le vittime del terrorismo
(3)
Giornata delle malattie rare
(1)
Giornata internazionale contro la violenza sulle donne
(1)
Giorno della memoria
(1)
Giovanna Cosenza
(1)
Giulia Innocenzi
(1)
Global Voices
(1)
greenreport.it
(2)
Grimaldi
(1)
Hannah Arendt
(1)
Il Fatto
(2)
Il Sole 24 ORE.com
(3)
Immigrazione
(7)
Info
(23)
informazione
(71)
INFORMAZIONE LIBERA
(2)
infotainment
(1)
inquinamento del mare
(1)
internazionale El Paìs
(1)
io non ci sto
(7)
ioscrivo
(14)
Iran
(1)
Italia
(18)
Kalahari
(1)
L'espresso
(2)
L'Unità
(1)
La fine dell'isola felice
(1)
La Repubblica
(8)
La Stampa
(3)
las personas-libro
(2)
Lav
(1)
LEDHA
(1)
Legambiente
(2)
legge 4 maggio 2007 n.56
(2)
Lester Brown
(1)
Libera
(1)
libertà di stampa
(3)
Libia
(1)
Lipperatura
(2)
Lipperini
(7)
Lo sbarco
(1)
Lucarelli
(1)
Madre de Dios
(1)
mafia
(5)
malattie tropicali
(2)
malnutrizione
(2)
Manifestazione piazza S.Giovanni
(5)
manifestazioni studentesche
(1)
mare
(1)
Marton
(2)
massacri
(1)
Medici senza frontiere
(2)
Messico
(1)
micromega
(2)
Monsanto
(1)
MSF
(2)
Murgia
(2)
narcos
(1)
ndrangheta
(1)
Nigeria
(1)
Oggi scienza
(1)
olocausto
(2)
Osservatorio Europeo sulla Sicurezza
(1)
Pakistan
(2)
Paolini
(4)
Paride Costa
(2)
Peacereporter
(17)
Peppino Impastato
(3)
persone libro
(3)
Perù
(1)
Piano B 4.0
(1)
Poesia
(1)
Poetry Attack
(2)
Preganziol
(3)
Presseurop
(1)
Primo Levi
(1)
prostituzione
(1)
Proteste
(8)
Proyecto Fahrenheit 451
(4)
Razzismo
(1)
rifiuti tossici
(2)
Rivoluzione
(1)
Rivoluzione culturale
(2)
rlwebradio
(21)
Rodotà
(1)
RSF
(2)
Saviano
(5)
Scarpa
(1)
schiavitù
(2)
Sciopero
(2)
scorie radioattive
(1)
scrittori contro il rogo
(1)
se non ora quando
(5)
Sepulveda
(1)
sesso e disabilità
(1)
sfruttamento
(2)
Shirin Ebadi
(1)
Sicilia
(1)
Siria
(1)
SMA
(1)
Somalia
(2)
sostenibilità
(2)
Speranzon
(2)
SpoletoCITY
(1)
Sri Lanka
(2)
Sudan
(4)
Survival
(1)
Susana Chávez
(1)
Tal al-Mallouhi
(1)
terremoto Abruzzo
(2)
testimonianze
(5)
tg24 - sky.it
(1)
The New York Times
(1)
tortura
(1)
Treviso
(2)
Udc
(1)
uguaglianza giuridica
(1)
USA
(2)
Veneto
(5)
video
(4)
Vita da streghe
(1)
Vita.it
(1)
Wu Ming
(2)
Wu Ming Carmilla
(1)
Yemen
(2)
Zaia
(1)
Zamberlan
(2)
Blog Archive
-
▼
2011
(26)
- ► 03/06 - 03/13 (1)
- ► 02/27 - 03/06 (2)
- ► 02/20 - 02/27 (1)
- ► 02/13 - 02/20 (3)
- ► 02/06 - 02/13 (3)
- ► 01/30 - 02/06 (3)
- ► 01/23 - 01/30 (9)
- ► 01/16 - 01/23 (3)
-
►
2010
(71)
- ► 08/29 - 09/05 (2)
- ► 06/13 - 06/20 (1)
- ► 06/06 - 06/13 (1)
- ► 05/30 - 06/06 (2)
- ► 05/23 - 05/30 (2)
- ► 05/16 - 05/23 (5)
- ► 05/09 - 05/16 (8)
- ► 05/02 - 05/09 (10)
- ► 04/25 - 05/02 (3)
- ► 04/18 - 04/25 (9)
- ► 04/11 - 04/18 (13)
- ► 04/04 - 04/11 (5)
- ► 03/28 - 04/04 (3)
- ► 01/10 - 01/17 (3)
- ► 01/03 - 01/10 (4)
-
►
2009
(3)
- ► 12/13 - 12/20 (3)


