sabato 17 aprile 2010

La presidente di Emergency: i colloqui continuano, ma basta illazioni


da
PeaceReporter
17/04/2010

Cecilia Strada: lavoriamo anche attraverso i nostri interlocutori. In Afghanistan sanno chi siamo
La trattativa per la liberazione dei tre italiani di Emergency procede attraverso canali formali e informali, attraverso la rete di conoscenze che l'organizzazione si è costruita negli anni di lavoro nel Paese afgano. Abbiamo chiesto alla presidente della Ong, Cecilia strada, se esiste un negoziato 'parallelo' rispetto a quello del governo italiano.
Direi che la parola negoziato non è esattamente quella da utilizzare in questa circostanza, in quanto non parliamo di una trattativa con 'irregolari'. Direi più 'colloqui'. Emergency sta attivando tutti i suoi canali, ufficiali e non, per sbloccare la situazione e far presente a tutti la posizione di queste tre persone, che sono operatori umanitari indipendenti e neutrali, alieni da qualsiasi forma di violenza e al di sopra di ogni sospetto o complicità alcuna. Questi canali vanno dal ministero dell'Interno al ministero della Sanità, al vice-presidente afgano e a tutti i nostri canali ufficiali.
Ci sono trattative parallele o perlomeno privilegiate rispetto a quelle della Farnesina?
Il governo italiano sta facendo il suo lavoro, noi il nostro. Emergency lavora in quel Paese dal 1999, allora il governo italiano non aveva ancora un'ambasciata a Kabul. Abbiamo i nostri contatti e i nostri canali, stiamo parlando con tutti gli interlocutori possibili. Questi interlocutori stanno assicurando il pieno sostegno a Emergency, perché ci conoscono.
Nel contesto afgano, dove molte cose rimangono oscure, ambigue, diventa essenziale utilizzare forme particolari di negoziato, di usare anche pressioni politiche, più che dell'attesa che si applichi una legge spesso non rispettata. Nessuna accusa formalizzata e per giorni nessun contatto e nessuna possibilità di vedere un avvocato, per gli italiani.
Non sappiamo ancora a che titolo siano trattenuti. Ma non amo parlare di pressioni politiche, non vorrei che passasse il messaggio che i nostri operatori verranno rilasciati - e sicuramente verranno rilasciati - per questioni politiche e non perché sono completamente innocenti. Sarebbe un messaggio sbagliato. Non verranno rilasciati per fare un favore a Emergency che non è ovviamente nelle condizioni di poter chiedere un favore al governo afgano né verranno rilasciati per fare un favore al governo italiano perché l'Afghanistan si dichiara ed è riconosciuto come uno Stato di diritto. Verrano rilasciati perché sono innocenti. Ciò che noi stiamo facendo è ricordare ai nostri interlocutori: avete presenti chi sono le persone arrestate? Avete presente chi siamo? Tutti i nostri interlocutori ci hanno assicurato il loro sostegno a 360 gradi per abbreviare il più possibile i tempi in cui verrà chiarita la posizione di queste persone. Gli avvocati stanno lavorando giorno e notte. Vorrei anche dire una cosa: non ho letto i giornali, ma una testata ha riportato il fatto che la sicurezza afgana avrebbe le prove del coinvolgimento di qualcuno..
Il Giornale, l'articolo di Fausto Biloslavo.
Va bene, chiunque sia, il punto è che né Emergency, né l'ambasciata italiana, né i legali che stanno seguendo il caso, né il ministero degli Esteri, nessuno ha indicazione che esistano delle prove. Questa cosa la trattiamo pertanto come l'ennesima bufala, tra tutte quelle che sono state sparate in questi giorni. La responsabilità di riportare queste affermazioni non controllate è molto grave, anche rispetto alla propria deontologia professionale. Io sono stufa di commentare notizie che non sono ufficiali. L'invito che rivolgiamo a queste persone è: avete le prove, tiratele fuori. Ma le prove non ci sono. Non esistono. Le prove non le hanno. Qui siamo veramente all'assurdo. Ma se qualcuno nascondesse una pistola a Mirafiori, dico, arresterebbero Marchionne forse? E tutti i principali quotidiani italiani si permetterebbero di riportare che una fonte, chiunque, il primo pazzo che passa, ha detto che Marchionne è colpevole? Se ciò accadesse, queste persone verrebbero inchiodate alle loro responsabilità.

Luca Galassi
    

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