domenica 18 aprile 2010

Comunicati di Emergency




Comunicati da Emergency

EMERGENCY

18/04/10 - Liberi i tre operatori di Emergency

Domenica 18 aprile. Matteo Dell'Aira, Marco Garatti e Matteo Pagani Guazzugli Bonaiuti, fino a oggi detenuti in una struttura dei servizi di sicurezza afgani, sono stati liberati, non essendo stato possibile formulare alcuna accusa nei loro confronti.

Finalmente, dopo una settimana d'angoscia, e senza aver potuto beneficiare delle garanzie previste dalla costituzione e dalla legge afgane vigenti, potranno contattare le loro famiglie e i loro colleghi.

Ringraziamo tutti coloro che hanno lavorato insieme a Emergency per il rilascio, in Italia, in Afganistan e nel mondo.

Gli avvocati di Emergency continuano a seguire la situazione dei collaboratori afgani ancora trattenuti dai servizi di sicurezza, dei quali non abbiamo notizie né in merito alle loro condizioni di salute, né alla loro condizione giuridica, nè al luogo presso il quale sono tuttora trattenuti.

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EMERGENCY

RILASCIATI ANCHE 5 AFGHANI, UNO TRATTENUTO Anche cinque dei sei cooperanti afghani di Emergency, arrestati insieme ai tre italiani sono stati rilasciati oggi a Kabul. Il sesto, sospettato di aver nascosto le armi nell'ospedale di Lashkar-gah, resta "in custodia". Lo rende noto l'agenzia afghana Pajhwok citando un com...unicato dell'Nds, i servizi di intelligence afghani.
ANSA - 18 aprile, 19:04

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18/4/2010
Emergency: liberi perché nessuna accusa nei loro confronti
da PeaceReporter

Gli operatori di Emergency Matteo Dell'Aira, Marco Garatti e Matteo Pagani Guazzugli Bonaiuti, fino a oggi detenuti in una struttura dei servizi di sicurezza afghani, sono stati liberati, non essendo stato possibile formulare alcuna accusa nei loro confronti". È quanto si legge in un comunicato diffuso a Milano da Emergency, nel quale si ringrazia «tutti coloro che hanno lavorato insieme a Emergency per il rilascio, in Italia, in Afghanistan e nel mondo".

"Siamo molto, molto felici che i nostri tre operatori siano stati finalmente liberati e che abbiano potuto contattare le loro famiglie dopo otto giorni di angoscia": è il commento di Cecilia Strada, presidente di Emergency, pochi minuti dopo l'annuncio della liberazione a Kabul di Marco Garatti, Matteo Pagani e Matteo Dell'Aira. "Non avevamo dubbi sul fatto che tutto si sarebbe risolto bene - ha detto Cecilia Strada - perchè abbiamo sempre saputo che sono innocenti, così come lo sapevano le centinaia di migliaia di cittadini italiani che ci hanno sostenuto in questi giorni". I tre operatori, ha detto, stanno bene e sono felici di essere liberi. In questo momento si trovano nell'Ambasciata italiana a Kabul. Una liberazione, quella dei tre operatori arrestati nove giorni fa, che secondo Emergency è stata possibile «grazie al lavoro di tutti coloro che si sono adoperati in questi giorni". Non sa ancora, Cecilia Strada, se e quando i tre operatori potranno tornare in Italia: "Ora è il momento della gioia, poi si ragionerà su cosa fare". Il responsabile della comunicazione di Emergency, Maso Notarianni

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18/04/2010
"Una maglietta di Emergency al ministro Frattini"
da PeaceReporter

Nel corso della conferenza stampa Gino Strada ha lodato la compattezza straordinaria dello staff di Emergency
“Abbiamo saputo che erano liberi mentre erano in viaggio verso l’ambasciata italiana, cioè intorno alle 15.30. Adesso stanno bene, sono felici, ci ringraziano per la grande mobilitazione e insieme valuteremo cosa fare”. Gino Strada fotografa così il momento della liberazione dei tre operatori di Emergency, Marco Garatti, Matteo Dall’Aira e Matteo Pagani, durante la conferenza stampa tenuta nella sede milanese dell’organizzazione. Ringrazia tutti i cittadini italiani e afgani che hanno fatto sentire la loro solidarietà, l’Onu, lo staff di Emergency che ha dimostrato “una compattezza straordinaria”. Un ringraziamento anche al governo italiano.

“Manderò una maglietta di Emergency al ministro Frattini, visto che l’ha richiesta. Lo dico senza ironia.” L’intelligence italiana sapeva in anticipo dell’irruzione nell’ospedale di Emergency? “Dirò quello che ha detto il ministro sui nostri operatori: Prego il cielo che non ne sapessero niente.” “Ora ci sono ancora sei operatori afgani detenuti, non sappiamo neanche se sono solo sei, stiamo comunque provvedendo all’assistenza legale”.

Quanto al lavoro in Afghanistan. “ci sono ancora troppi punti oscuri, speriamo di poter riprendere presto l’attività dell’ospedale di Lashkar Gah che è una presenza indispensabile in quel territorio.” “Non è stata formalizzata nessuna accusa nei confronti di Marco, Matteo e Matteo ma una certa informazione ha spacciato per accuse i deliri del portavoce del governatore di Lashkar Gah”. Per cui, rispetto alle indiscrezioni su una proposta del governo italiano di processare i tre operatori in Italia, “bisogna chiedere a chi ha formulato questa ipotesi, perché non c’è nessuna accusa nei loro confronti” Tra i punti oscuri, Gino Strada racconta un retroscena: “Marco Garatti doveva rientrare a Kabul con un volo da Lashkargah il giorno stesso dell’irruzione nell’ospedale. Abbiamo saputo che il suo volo è stato calcellato dalla coalizione. Se fosse vero, il loro sequestro sarebbe stato preordinato da qualcuno non solo afghano”.
Gabriele Battaglia

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