mercoledì 5 maggio 2010

Centinaia di italiani che vivono all'estero e che tornano per un giorno, nella speranza di "svegliare" il loro paese d'origine dal grande torpore

Tornano i Mille

da L'espresso
di Mauro Munafò


Questa volta sbarcheranno a Genova, provenienti da Barcellona: sono centinaia di italiani che vivono all'estero e che tornano per un giorno, nella speranza di "svegliare" il loro paese d'origine dal grande torpore del berlusconismo

Vogliono liberare l'Italia e risvegliarla dal torpore e dalla crisi umana, relazionale e culturale in cui sembra essere sprofondata. A centocinquanta anni dalle imprese garibaldine, stanno preparando un nuovo sbarco: i Mille però, questa volta, partono dalla Spagna e sono diretti a Genova. Un'invasione civile e non militare a bordo della "nave dei diritti".
L'iniziativa de "Lo sbarco" nasce da un gruppo di italiani che vivono a Barcellona, città catalana che può vantare una nutrita comunità di nostri connazionali, impiegati in buona parte nel settore dell'istruzione.

L'idea è nata circa un anno fa, ma solo negli ultimi mesi si è trasformata in un progetto più strutturato. "All'inizio l'idea era quasi uno scherzo", spiega Franco Brega, uno degli organizzatori, "poi ci siamo resi conto che poteva funzionare". L'intera iniziativa verte intorno a un manifesto (consultabile sul sito
www.losbarco.org) che invita a reagire contro l'imbarbarimento della società e a riscoprire i valori fondanti del paese, dalla Costituzione all'uguaglianza, dalla cultura al bene pubblico: "Il razzismo cresce, così come l'arroganza, la prepotenza, la repressione, il malaffare, il maschilismo, la diffusa cultura mafiosa, la mancanza di risposte per il mondo del lavoro, sempre più subalterno e sempre più precario", scrivono i promotori. "I meriti e i talenti delle persone, soprattutto dei giovani, non sono valorizzati. Cresce la cultura del favore, del disinteresse per il bene comune, della corsa al denaro, del privato in tutti i sensi. Dall'estero abbiamo il vantaggio di non essere quotidianamente bombardati da un'informazione (??) volgare e martellante, da logiche di comunicazione davvero malsane. E allora: che fare? Prima di tutto capire meglio, confrontarci, quindi provare a reagire. Siamo convinti che ci siano migliaia di esperienze di resistenza, di salvaguardia del territorio, di difesa dei diritti, della salute, di servizi pubblici di qualità. E che vadano sostenute".

Poco dopo il gruppo originale di Barcellona, si è unita all'iniziativa anche una rappresentanza di italiani di Bruxelles e una di italiani a Parigi. "L'età media del primo gruppetto era piuttosto elevata", continua Brega, "e si aggirava tra i 40 e i 50 anni. I gruppi che si sono uniti dopo hanno ringiovanito l'iniziativa". Lo sbarco ha convinto subito numerose personalità del mondo della cultura, dello spettacolo, della società civile e della politica, che hanno fatto da volano alle successive adesioni. Tra i partecipanti all'iniziativa ci sono il nobel Dario Fo, Moni Ovadia, Franco Battiato, Don Gallo, Beppe Grillo, Luigi De Magistris, Erri De Luca, Gianni Barbacetto e molti altri ancora, oltre a diverse associazioni attive nel sociale.

Il programma. La partenza da Barcellona è prevista alle 23 e 30 del 25 giugno. Il viaggio in nave dura circa diciotto ore, quindi il vero e proprio "sbarco" avverrà alle 18 del 26 giugno al porto di Genova. Nella capitale ligure gli emuli delle camicie rosse verranno ricevuti dal comitato d'accoglienza. "Inutile avere mille persone nella nave", spiega Brega "se poi a Genova non c'è nessuno che li aspetta". Chi vuole aderire al manifesto può firmare sul sito o unirsi al gruppo su Facebook), mentre il viaggio vero e proprio ha un costo tra i 45 e 60 euro a persona. Durante la traversata si terranno discussioni e spettacoli sui temi più sensibili per la società civile (si sta tenendo una consultazione pubblica sul sito www.losbarco.org per deciderli nel dettaglio). Una volta arrivati nella capitale ligure ci sarà un concerto il 26 giugno, mentre il 27 i dibattiti pubblici continueranno in cinque piazze.

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